Sesto: zona controllo del vicinato, cosa significa?

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immagine tratta da La Martesana

Pubblichiamo le riflessione e alcune domande che un cittadino di Sesto San Giovanni pone all’assessore D’Amico, a riguardo di cosa si nasconde dietro i cartelli che recano la scritta “ZONA DI CONTROLLO DEL VICINATO”

di: KMB (Claudio Morgan Baricelli – marchio registrato-scrittore.)

“GRUPPI DI CONTROLLO DEL VICINATO: USO E ABUSO”

Passeggiando per la nostra città mi sono imbattuto in un rassicurante cartello recante l’immagine stilizzata di una famiglia molto tradizionale abbracciata da un poliziotto, con sopra scritto

“ ZONA DI CONTROLLO DEL VICINATO”.

Senza voler perdere tempo a ragionare sull’ideologia sottostante alla grafica del cartello che sottende a indicare la polizia come fattore di coesione non dico sociale ma addirittura famigliare dirò solo che l’essere venuto a conoscenza dell’esistenza di questi controllori mi ha incuriosito.

Mi sono informato, essi sono presenti sul territorio da alcuni anni, erano una organizzazione dei partiti della estrema destra sestese. 

Nessuno ne sapeva praticamente niente eccetto loro stessi.

Con il cambio della giunta e il nuovo corso politico cittadino sono emersi dalla “segretezza” grazie a un regolamento che li ha legalizzati ufficialmente sottoponendoli al coordinamento della polizia municipale, regolamento che sembrerebbe essere stato scritto con una certa fretta.

In pratica si tratta di ronde telefoniche.

I facenti parte di detti gruppi sono muniti di telefonini particolari o con una applicazione esclusiva, non è chiaro, che permette loro di avvisare le forze dell’ordine nel caso assistano a un reato senza neanche perdere il preziosissimo tempo necessario a digitare tre cifre.

Basta  premere uno dei sette bottoni a loro particolare disposizione. Hanno il “telefono rosso” in collegamento privato con il capo dei vigili urbani.

Niente di particolarmente strano.

Le cose non troppo chiare probabilmente sono avvenute quando questa organizzazione era praticamente “segreta”.

Alcune semplici domande da porre all’assessore  D’amico:

1) La città di Sesto San Giovanni è video sorvegliata per motivi di pubblica sicurezza ormai da molti anni. Era proprio necessaria l’istituzione di questi gruppi di controllo?

2) Stando al regolamento questi gruppi hanno il solo potere di segnalare eventuali crimini alle forze dell’ordine. Gli appartenenti a detti gruppi possono scambiarsi tra loro informazioni di qualunque tipo su un cittadino (foto, segnalazione dei suoi spostamenti, orari eccetera)?

Se si, si tratterebbe di una cosa seriamente illegale, praticamente chiunque in base al sospetto, l’antipatia o la paranoia di un controllore del vicinato potrebbe essere vittima di un regime di sorveglianza speciale che può essere disposto soltanto dalla magistratura per reati molto gravi come mafia e terrorismo.

3) Chi  paga loro le ricariche telefoniche? Soldi pubblici?

Qualora fosse così, essi sarebbero dipendenti pubblici e non volontari. Come tutti i dipendenti comunali sul sito del comune dovrebbero essere reperibili i loro nomi, mansioni e redditi.

4) In base a quali requisiti prima della loro pubblicizzazione venivano accettati gli aspiranti controllori? Veniva richiesto loro almeno il certificato penale?

Un organizzazione di vigilanza di partito su base volontaria in Italia non è più esistita dai tempi della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, organizzazione con la quale Mussolini aveva

inquadrato lo squadrismo in una forma più controllabile.

5) Da quanto si apprende dagli articoli del regolamento essi comunicano tra di loro per mezzo di messaggi whatsApp . Questo significa che dispongono, seppure temporaneamente, dei dati dei cittadini. Questo non  si chiama o violazione della privacy?

6) Quando questa organizzazione di volontariato spionistico non era ancora stata sottoposta a dei limiti da una circolare emanata dal ministero dell’interno cosa facevano questi aspiranti James

Bond ? Non è che hanno segnalato dei cittadini onesti come criminali sulla base del proprio concetto di normalità/anormalità?

7) Essendo stati i “gruppi di controllo del vicinato” una organizzazione di partito non esiste la possibilità che i dati riguardanti ignari cittadini solo colpevoli di passeggiare per strada e non pensarla in modo conforme agli standard dei controllori siano stati trasmessi a gruppi politici affini ai loro, tipo CASAPOUND?

Questo metterebbe a repentaglio la sicurezza di questi cittadini.

Esiste o è esistito un database di raccolta dati dei controllori del vicinato?

 9) Io sono stato segnalato come Rom, non sto scherzando. Il razzismo è diventato di nuovo ideologia di Stato? Sono nato a Sesto da genitori uno veneto, l’altro di Sesto. Mia madre, buonanima, è stata consigliera comunale negli anni ottanta.

Mi devo considerare un sestese di sangue puro o un meticcio? Rischio di essere deportato in Libia per la cattiveria o la stupidità di un volontario controllore che basandosi sulla sua paranoia ha trovato sospetto qualche mio comportamento?

8) Ho appreso dal loro regolamento che i controllori vicinali sono istruiti al riconoscimento dei comportamenti passibili di essere considerati sospetti da dei “COMITATI SCIENTIFICI “.

Di che cosa si occupano precisamente? Insegnano a riconoscere i criminali dal naso o dai lobi delle orecchie ?

Detti gruppi si avvalgono/ si sono avvalsi privatamente di tecnologie di sorveglianza come video camere, microfoni direzionali, virus informatici tipo trojan? Si sono avvalsi della cooperazione di istituti di vigilanza privata?

Questo esulerebbe dalle prerogative e dai diritti di qualsivoglia organizzazione di volontariato.

E’ un compito di esclusiva pertinenza delle forze dell’ordine su mandato della magistratura.

9) Per controllare territorio e popolazione occorrono un sacco di tempo e un numeroso personale.

I controllori sono retribuiti in qualche modo? Rimborsi spese? Vaucher? Biglietti gratis per lo stadio? Buoni benzina?

I soldi sono pubblici o privati? Da dove vengono?

Forse risalendo la filiera si arriverebbe a trovare quei famosi quarantanove milioni di euro spariti nell’interspazio dei conti della Lega? Forse.

Molti aspetti dell’attività di questi gruppi di controllo del vicinato non sono chiari, quello che FANNO non corrisponde a quello che  AVREBBERO IL POTERE DI FARE. Questo margine di abuso sconfina nell’illegalità? Forse gli inquirenti dovrebbero appurarlo.

In attesa di una gentile risposta a questi elementari quesiti, senza voler offendere  persone  oneste che in buona fede si siano volontariamente incaricate di occuparsi dei fatti altrui per la sicurezza della comunità, con i miei auguri alla giunta.

controllotrollatissimamente

KMB (Claudio Morgan Baricelli – marchio registrato-scrittore.)