Sesto, Unione Inquilini: rinviato lo sfratto in via Solferino

Oggi, in via Solferino a Sesto San Giovanni, Unione Inquilini ha organizzato un picchetto perchè una famiglia composta da 5 persone, di cui 3 minori, è sotto sfratto esecutivo. Con l’azione legale di Unione Inquilini e la presenza dei Consiglieri Comunali Soad Hamdy e Michele Foggetta si è riusciti, trattando con le parti presenti, l’Ufficiale Giudiziario, il proprietario e i Servizi Sociali di Sesto e Cinisello, a ottenere il rinvio dello sfratto di un mese anche perchè i Servizi sociali del Comune di Cinisello, nel frattempo, si sono resi disponibili a prendersi carico della famiglia e dare una soluzione abitativa. Un po’ di ragionevolezza e umanità, come afferma Unione Inquilini, a cui deve seguire la necessaria soluzione per questa famiglia. Ma la lotta di Unione Inquilini purtroppo non finisce qui! Mario Piromallo

Via Solferino – Sesto San Giovanni

UN PO’ DI RAGIONEVOLEZZA E UN PO’ DI UMANITA’

Una famiglia composta da due adulti e tre minori, stipula un contratto con un multiproprietario in cambio della ristrutturazione dell’alloggio con costi da scalare sull’affitto. L’inquilino però non sa che il proprietario ha avviato sullo stesso alloggio una procedura di sfratto e davanti al Giudice nega la validità della sua firma sul contratto. L’inquilino, male assistito, non chiede la perizia sulla firma e perde la causa.

Si crea una situazione surreale per cui:

  • La famiglia abita a Sesto, ma risulta ancora residente a Cinisello
  • L’Ufficio Anagrafe di Sesto non concede la residenza nonostante il domicilio in città, il lavoro sul territorio di Sesto del marito, la frequenza di uno dei figli in una scuola di Sesto
  • Il Comune di Cinisello si rifiuta di istituire i Sat (alloggi temporanei) nonostante la legge regionale lo preveda esplicitamente
  • L’Assessorato di Sesto non concede incontri con i sindacati e i servizi sociali non prendono in carico la famiglia

Questa mattina più di due ore di trattativa tra sindacato, proprietà, Ufficiale Giudiziario, Forze di Polizia, prima sul pianerottolo, poi in strada, poi di nuovo all’interno dello stabile. La proprietà, posta di fronte alla malattia di due dei figli a letto con la febbre e i certificati medici che parlano di bronchite, chiama la Croce Rossa. I Servizi sociali del Comune di Cinisello finalmente sembrano disponibili a prendere in carico la famiglia e si conclude la trattativa con una proroga di un mese.

Tutto questo in spregio alla normativa che prevede l’intervento del Sindaco responsabile della salute dei cittadini specie se minori, in spregio alla normativa internazionale e a quella sui minori.

Per fortuna qualcuno alla fine ha dimostrato un po’ di ragionevolezza e un po’ di umanità.

Rinviare uno sfratto non è mai una soluzione, ma di fronte alla strada con due bambini malati è qualcosa.

Rinviare uno sfratto vuol dire prolungare la sofferenza di persone che vivranno ancora sotto la spada dello sfratto imminente.

Rinviare uno sfratto vuol dire nascondere la polvere sotto il tappeto.

ORA SERVONO SOLUZIONI CONCRETE

  • Assegnazione di tutte le case pubbliche vuote
  • Assegnazioni provvisorie SAT in attesa di quelle definitive SAP
  • Strutture di ricovero o alloggi in sub affitto per impedire che persone finiscano in strada
  • Nuova edilizia pubblica da recuperare nel patrimonio abitativo esistente
  • Iniziative per colpire la proprietà assenteista che tiene vuoti gli alloggi