Sesto: il Comune sfratta i suoi inquilini e attacca i diritti democratici

SESTO DEI DIRITTI

IL COMUNE SFRATTA I SUOI INQUILINI

Le famiglie ricoverate in sub locazione o nei residence in attesa di n’assegnazione in emergenza sono ancora decine e l’Assessore D’Amico cosa ha fatto? Prima ha tentato di sfrattarle ricorrendo a procedure illegali che il sindacato ha bloccato ottenendo una sentenza del TAR Lombardia che ha sancito l’illegalità dell’operato dell’Amministrazione. Poi ha scelto di ridurre i tempi previsti dai contratti e dai regolamenti con alcuni artifici:

  • contro le famiglie in sub locazione ha anticipato di due anni la risoluzione dei contratti in essere
  • contro le famiglie nei residence ha deciso di non pagare il proprietario del Residence Puccini trattenendosi i versamenti corrisposti mensilmente all’Amministrazione comunale da parte delle famiglie e provocando lo sfratto per morosità del Comune.

Nei prossimi mesi inizierà l’esecuzione degli sfratti degli inquilini del Comune.

La normativa Regionale dispone che debba essere garantita l’assegnazione di alloggi pubblici in emergenza  per evitare che le famiglie finiscano in strada, ma l’Assessore D’Amico si è rifiutato di convocare la Commissione  per l’emergenza .

Di fronte a tale inadempienza da parte del Comune, di fronte a tanta  insensibilità da parte del Sindaco e dell’Assessore alla Casa, prenderemo iniziative per ottenere la sospensione degli sfratti, le assegnazioni provvisorie (alloggi SAT) per garantire alle famiglie il passaggio da casa a casa, l’assegnazione in sub affitto di case affittate dal Comune a canone concordato

Rete cittadina contro le discriminazioni

Centro di iniziativa proletaria Tagarelli,  La Fabbrica, Partito Comunista Italiano, Possibile, Rifondazione Comunista, Unione Inquilini, Sinistra Anticapitalista

SESTO DEI DIRITTI

Un disegno coerente su libertà associativa e partecipazione: ELIMINARLE!

La giunta Di Stefano e la sua maggioranza di destra in Consiglio Comunale hanno chiuso l’anno 2019 con un ennesimo attacco ai diritti democratici.

E’ stato abrogato l’obbligo per l’amministrazione di iscrivere all’ordine del giorno e di rispondere a interrogazioni ed interpellanze dei consiglieri comunali in seduta pubblica. E’ stata abolita la possibilità per gli interpellanti di dichiararsi soddisfatti o meno della risposta ricevuta. I consiglieri non potranno presentare emendamenti a delibere, fino a 30 ore prima dell’avvio del consiglio comunale o a seguito della discussione: Discutere non può servire a modificare nemmeno in parte provvedimenti già decisi.

Il nuovo regolamento del consiglio segue di un anno la controriforma del regolamento delle Consulte comunali e delle Associazioni, che ha abolito la carica elettiva di Presidente, sostituita dalla nomina diretta da parte del Sindaco. E’ stata eliminata l’elezione di tutti i componenti delle consulte sostituita dalla nomina da parte dell’amministrazione di 10 membri su 15. Volontari ridotti a strumento nelle mani del Sindaco!

L’ultimo golpe pre-festivo segue inoltre due anni spesi a sfrattare o a tentare di sfrattare associazioni culturali, ricreative e sociali dalle sedi comunali: un danno a tutto il mondo del volontariato e della memoria storica.

Tutto questo non accade per caso: la destra in città attua un disegno preciso di limitazione delle libertà associative e degli strumenti di azione democratica delle cittadine e dei cittadini.

Continueremo ad usare i diritti scritti nella Costituzione strumento essenziale per far contare i bisogni della cittadinanza. Ogni secondo venerdì del mese saremo in Piazza della RESISTENZA!

Chi vuole decidere senza controllo, che cosa vuole decidere senza controllo?

Rete cittadina contro le discriminazioni