Lombardia: 50 milioni di Euro per un referendum farsa

Il 22 ottobre i cittadini lombardi saranno chiamati a votare sul quesito proposto dalla Regione Lombardia, con cui, in sostanza, si chiedono maggiore autonomia e maggiori poteri.

Il terzo comma dell’art. 116 della Costituzione italiana, che disciplina il sistema delle autonomie, recita: “Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia (…) possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali (…).. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata”.

Dunque, una domanda sorge spontanea: a che scopo sprecare ingenti risorse pubbliche per un referendum che ha solo valore consultivo e che si propone di raggiungere obbiettivi che possono essere perseguiti con una normale procedura istituzionale già disciplinata dalla Costituzione?
In aggiunta, il sistema delle autonomie, non solo è regolato da diverse disposizioni specifiche, ma rientra anche nella disciplina generale di cui all’art. 2 della Costituzione, che impone a tutti (cittadini e istituzioni) “l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. Ne consegue che ogni questione attinente alle autonomie non può ispirarsi a criteri particolaristi ed egoistici, ma deve potersi ricondurre anche ai doveri di solidarietà di cui, appunto, all’art. 2.

Da questo referendum non sortirà perciò alcuna autonomia fiscale, come Maroni e la Lega tentano di far credere. E questo a prescindere dai loro intenti, che sono quelli di creare tante realtà territoriali differenziate e diseguali su materie essenziali per la vita delle persone, come la scuola e la sanità, spezzando così il principio fondamentale dell’eguaglianza dei diritti per tutti i cittadini, sia che vivano nelle regioni più ricche che in quelle più povere del nostro Paese.

L’unica certezza, invece, saranno i costi: 50 milioni di Euro.

Un inutile spreco di risorse pubbliche, che indigna ancor più se si pensa ai continui tagli alla sanità, alla scuola, all’assistenza dei soggetti più deboli che la giunta lombarda continua a praticare. Puro fumo negli occhi dei cittadini, allo scopo di far dimenticare i continui casi di corruzione che periodicamente coinvolgono, direttamente o indirettamente, esponenti della compagine che governa la regione, per nascondere le politiche di privatizzazione dell’assistenza sanitaria ai malati cronici e per placare il malcontento generale per la continua cementificazione del territorio, soprattutto mediante la costruzione di autostrade inutili, costose e fallimentari.

Quest’ultimo aspetto è oltremodo paradossale, se si pensa che è proprio l’ambiente uno dei temi sui quali la Regione intenderebbe chiedere maggiore autonomia decisionale.
La verità è che questo referendum ha un unico scopo: quello di tirare la volata al presidente Maroni in vista delle elezioni regionali del prossimo anno. Pura propaganda elettorale, dunque, con spese a carico dei contribuenti lombardi.

NOI NON CADREMO NELLA TRAPPOLA TESA DA MARONI E INVITIAMO I CITTADINI E LE CITTADINE DI CINISELLO BALSAMO A FARE LO STESSO, RESPINGENDO CON FORZA QUESTO TENTATIVO