Landini: “Berlusconi si fermò, Renzi invece no”

mio commento: l’attuale capo del governo si è dimostrato peggio di chi lo ha anticipato di circa vent’anni. Mi trovo a dover constatare una situazione che non avrei mai pensato potesse succedere con il PD che è il principale partito della coalizione di governo. Infatti nel PD militano numerose anime che non possono essere d’accordo con quanto è stato fatto, o meglio, disfatto. Mario Piromallo

Landini: “Berlusconi si fermò, Renzi invece no”

Il leader della Fiom, all’indomani della manifestazione di Roma, rilancia il paragone tra il premier e il Cavaliere. Ma sulla bandiera del Pd espulsa dal corteo si scusa

“Berlusconi si è confrontato, ha avuto scontri e anche accordi: qui siamo di fronte ad un governo che sta rifiutando di confrontarsi con i sindacati e che ha addirittura cancellato l’articolo 18 e rende possibili i licenziamenti. Quello che sta facendo il governo Renzi non era mai successo nella storia del nostro Paese: si mettono in discussione principi della Costituzione, e qui c’è una regressione pericolosa e grave”.

Sono parole di fuoco, dirette a Palazzo Chigi, quelle pronunciate questa mattina da Maurizio Landini. Reduce dalla manifestazione romana di ieri con cui ha lanciato la sua “coalizione sociale”, il segretario generale della Fiom, intervenendo a Medicina a un’iniziativa del sindacato pensionati, è tornato sul paragone tra Berlusconi e Renzi che già aveva suscitato più di una polemica.

La questione principale, secondo Landini, è proprio la mancanza di un confronto tra le parti sociali, su questioni spinosissime come il lavoro, la crisi, l’economia: “Temi di questa natura chiedono che tutti cambino – attacca – non che arrivi il fenomeno che pensa di risolvere da solo i problemi. Non è la strada utile. Siamo di fronte a difficoltà serie, non di fronte a problemi semplici: per questo ci vorrebbe la pazienza di un confronto, per cercare mediazioni”.

In mezzo a tante accuse, Landini ha voluto però scusarsi con il militante del Pd che ieri in piazza è stato costretto a deporre la sua bandiera. “Ieri, durante il corteo indetto dalla Fiom, un partecipante è stato costretto da altri manifestanti a riporre la bandiera del Pd che aveva portato con sè. Mi spiace – ha detto Landini – me ne scuso pubblicamente con lui e gli esprimo la mia solidarietà perchè tutti coloro che partecipano alla vita e alle manifestazioni della Fiom, condividendone ragioni e obiettivi, hanno il diritto di portare la propria identità e il proprio pensiero, confrontandoli con quelli degli altri”.

A proposito delle voci che lo vorrebbero in procinto di scendere direttamente in politica, Landini ha detto che “il problema non è se nasce un partito o no. Il problema è se si risolvono le difficoltà dell’Italia o no. Penso – ha aggiunto riferendosi alle mosse del governo – che così non cambi il Paese, che avrebbe bisogno di unità e non di scontri. Rifiutare il confronto, cancellare le forme di rappresentanza intermedia è una cosa grave, il governo ascolta solo la Confindustria.

Ma noi – ha concluso – non abbiamo solo dei no, noi abbiamo delle proposte e vogliamo cambiare tutto”.

Quanto alla coalizione sociale, “può essere lo strumento utile per aprire uno spazio di discussione in politica. Con questa si crea una domanda politica, certo: il problema è come quelle persone rispondono a questa domanda. Abbiamo fatto uno sciopero generale, portato gente in piazza ma il governo se ne è strasbattuto”.

fonte: la Repubblica
http://bologna.repubblica.it/cronaca/2015/03/29/news/landini_berlusconi_si_fermo_renzi_invece_no_-110767494/?ref=HREC1-6