di Marco Sereno Dal Toso – Patria Indipendente

La riforma varata dal governo Meloni non è stata pensata per risolvere i problemi del funzionamento della giustizia in Italia. E non c’entra nulla neppure la separazione delle carriere dei magistrati. Il vero obiettivo di questa revisione costituzionale è un riequilibrio dei poteri in favore dell’esecutivo. Il referendum riguarda dunque tutti perché è in gioco il valore sancito nella Carta dell’eguaglianza davanti alla legge!
In quarta lettura e al termine del procedimento di revisione costituzionale previsto dall’articolo 138 della Costituzione, il Parlamento italiano ha approvato il disegno di legge costituzionale n. 1353 presentato dalla presidente del Consiglio e dal ministro della Giustizia dal titolo “norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della corte disciplinare”. Sotto il profilo del metodo adottato, va rilevato che, per la prima volta nella storia repubblicana, nessun emendamento integrativo o modificativo proposto dalle opposizioni parlamentari è stato approvato dal governo in carica e, quindi, dalla maggioranza parlamentare.

Diceva Piero Calamandrei, che quando si tratta di metter mano alla Costituzione i banchi del governo dovrebbero restare deserti… e oggi, questo ovvio principio sulla separazione dei poteri e che riguarda la definizione delle regole costituzionali comuni che dovrebbero riguardare tutti i cittadini e le cittadine, è stato nuovamente violato…
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