Tabù la Guerra: un crimine parlarne o prospettarla

di Renzo Baricelli

 Forse e dico forse
una strada esiste
per uscire dai mali del mondo.
Ma ogni scorciatoia
in verità è bloccata
come vicolo cieco
e questo lo sappiamo.
Sappiamo che neanche Cristo
ce l’ha fatta e prima di lui
il Budda e dopo di lui Maometto.
 
Dai tempi dei tempi
al Grande Spirito invano
l’umana specie ha innalzato preghiere...
Le nostre colpe non siano
di peso ai nostri  dei
Intanto, precisiamo:
la causa dei nostri mali è nostra, Umani.
 
Non è in Dio che possiamo
cercare le nostre  vergogne
Un delitto è un delitto
fatto alla persona umana
Uomo o Donna che sia
e lo facciamo noi umani.
Per negarlo non serve
nasconderci in tane oscure.
 
Forse e dico forse
chi uccide e tortura
cerca la verità
nella morte.
Disperato non sa
la ragione della propria pochezza.
                              
Noi  usiamo accecarci
per non vedere
Noi storpiamo e mutiliamo
per non camminare
per non abbracciare
Noi stupriamo
per non amare
Noi innalziamo impiccati
perché non sappiamo elevarci
dalla nostra bestialità
Noi applaudiamo il boia
perché siamo tiranni
Noi diamo ai poveri
la nostra miseria
per non aprire le porte
blindate dei granai.
Noi non facciamo quasi niente
perché ci crediamo impotenti.
Noi osanniamo il Signore
per le sue virtù
perché siamo pusillanimi.
Noi, gli uomini, ci consoliamo
di somigliare a Dio
per non imparare a fare
quello che tocca a noi fare.
Noi fuggiamo
ad ogni fremito di vento.
Ci conviene avere paura
del potente, ci diciamo
l’un l’altro: così siamo
così sia. Il mondo è questo.
Pesce grosso mangia
pesce piccolo
e nuotano nello stesso grande mare.
Leone sbrana gazzelle
e corrono sulle stesse erbe.
Aquila ghermisce lepre
o serpente.
Lei in cielo per vederli meglio
loro a nascondersi nelle buche di terra.
Il serpente striscia
sulla terra e morde
per vivere.
Il mondo è questo:
se tuona viene
la tempesta
la capanna è travolta dalla piena
il castello resta in piedi
in cima alla montagna.
Però ci consola constatare
 che l’acqua bagna il
principe e il pastore.
 
Forse e dico forse
conviene porci
una domanda:
ma c’è una strada
che ci salvi
in questo mondo?
 
Milioni di bambini
abbandonati.
Troppo lontani
e noi tiriamo avanti
Muoiono in tanti
di fame e di stenti
ma non sono nostri parenti
abbiamo paura di finire come loro
miserabili pezzenti
perciò tiriamo innanzi.

 
Per strada nel villaggio
o in città sotto casa
aggrediscono una donna
assassinano un uomo
dilaniano una giovane che passa
e noi passiamo oltre
perché non vogliamo
essere vittime
e diventiamo aguzzini
 
Ma forse e dico forse
Forse si può fare qualcosa
 
Non correre in cerchio
con le frecce
abbiamo visto che
non combina niente
Non sfidare a duello
il re o il reggente
a niente serve maledire
il capitano delle guardie
attaccare il castello
per impiccare il conte
mentre un altro insidiando
si insedierà al suo posto
Merda, non vale
neanche questo
Piuttosto conviene
metterci
maschere e
canzonarlo con queste
nel giorno che ci è
dato permesso.
Ho capito mi faccio
i fatti miei e tiro dritto
 
Ma come faccio se inciampo
ad ogni passo
su mucchi di malati  che
mi stanno di traverso
lasciati senza cure che
tanto muoiono lo stesso?
Il problema non mi riguarda
sono benestante, c’ho
l’assicurazione  che mi salva
non fatemi pensare al massimale
alla rata che domani non potrò pagare
ma adesso non tocca a me badare
a queste cose.
Un'altro dice: io sono già nella miseria
e in più ho mi' madre
ho la mi' sorella
sono ammalate senza cure anch'elle
non ho forza né tempo
per pensare agli altri
e se non mi arrangio
per me, chi mai m’aiuta?
Così pensa il pezzente
(non come offesa
ma come condizione)
e tira avanti.
 
Un altro dice:
io la soluzione l’ho trovata
fo’ il militare e sbarco la giornata
fin che dura va avanti
non tocca a me occuparmi delle genti
obbedisco agli ordini e mi basta.
 
Donne e Uomini siamo e 
ognuno s’è fatto una ragione
per badare a se stesso ed ha ragione,
senza un soldo non esci di prigione …
 
Non c’è bisogno
di essere sapienti
per conoscere la storia
e i grandi eventi.
 
Fu Mosè ad attraversare
il deserto per una Terra 
Promessa ma poi è finita
male lo sappiamo
e ancora oggi oh Ebreo
amico mio Ebreo cosa t’aspetti
mille anni di guerra?
 
Palestina Palestina
quanta carneficina
e quanta guerra sempre
per la solita collina,
come no,
decisiva della sorte intera...
 
Quando metteremo mano alla saggezza
lì nella Terra del Dio
del Figlio e del Profeta.
 
A chi tocca occuparsi
di questa faccenda?
 
Non a noi impegnati
ogni giorno a far festa
su questa beata parte del pianeta.
 
Noialtri, negli USA, abbiamo oceani
sulle sponde,  ci sentiamo lontani...
e qui siamo impegnati in una lotta

di civiltà contro la pena di morte...
per la vita e già questo ci esausta.
 
Se ci spostiamo a sud
le madri, desolate ci dicono
siamo solo noi in lotta
per sapere dove sono finiti
i desaparecidos nostri figli.
 
Passiamo ad est, altra sponda
altre terre tanta desolazione
e fame. Libertà pochine ...
Ma c’è qualcuno che si dice
contento del progresso incipiente
promettente... così troviamo, 
quasi un intero continente…
 
Andando più avanti
verso occidente incontriamo
crollati i postulati di un’idea
che sembrava vincente e qui
la gente che vive-non-vive
vive di niente.
 
E ancora più a occidente, dove
per secoli ci si è ammazzati
sempre in nome di Dio
per fare grandi gli stati,
 
Oggi le vetrine sono piene
ma sembrano galleggiare sul niente
e non fa scandalo tra la buona gente
concetti dei fascisti e loro azioni.
 
Ci dicono: non tocca a noi
affrontare le questioni del mondo.
Abbiamo altro a cui pensare:
la gita al mare, la pensione ... e
i disoccupati da occupare ... e
d’occuparci d’altro  non ci pare
ci sia una gran  ragione
non vi pare?
 
Ma,
forse
e dico
forse
c’è una soluzione da cercare.
Proviamoci insieme, per favore.
 
E qui potrebbe essere finita la concione...
Ma mi fo’ serio e voglio andare avanti,
SPERANDO, 
come è avvenuto altre volte
nella millenaria storia,
nel cambiamento nella mente umana: 
TABÙ LA GUERRA!
SACRILEGIO PENSARLA
UN CRIMINE PARLARNE O PROSPETTARLA.