Giorno della memoria: il 27 gennaio ricorre il Giorno della Memoria

Il Giorno della Memoria, celebrato il 27 gennaio, commemora le vittime della Shoah e invita a riflettere sugli orrori dell’Olocausto e della discriminazione.

Shoah. Fratoianni (Avs), per noi il Giorno della Memoria è resistere sempre di fronte alle atrocità dell’essere umano. Perché è avvenuto e può accadere di nuovo

Per noi “mai più” non è un’espressione vuota. Rappresenta un impegno concreto e quotidiano. Un dovere civico, politico e morale affinché l’umanità non sia mai più costretta a rivivere un orrore simile. La Shoah, milioni di morti innanzitutto ebrei, e poi Rom e Sinti, omosessuali, oppositori politici.  L’ingegneria dello sterminio voluta dai nazisti e sostenuta da chi, come i fascisti con le leggi razziali, si alleò con loro.

Lo scrive su Facebook Nicola Fratoianni di Avs.

Per questo ogni anno – prosegue il leader di SI – insistiamo affinché il Giorno della Memoria non sia ridotto a una semplice ricorrenza ufficiale, confinata in un calendario burocratico.  Perché “memoria” significa innanzitutto resistere, sempre.

All’odio, alla violenza, alla discriminazione, al razzismo.

E significa – conclude Fratoianni – prendere sempre posizione di fronte alle atrocità di cui l’essere umano è capace. Perché con l’indifferenza e la rassegnazione ciò che è stato può tornare. Perché come diceva Primo Levi ‘è avvenuto, quindi può accadere di nuovo’.

E noi dobbiamo impedirlo, a ogni costo.