LA CANZONE DELLA RUOTA di BERTOLT BRECHT

Dei potenti della terra
Sono note le canzoni:
Essi salgono e tramontano
Come le costellazioni.
Questo consola e si deve saperlo.
Ma per noi che ci tocca nutrirli
Non ci furono grosse sorprese.
Salgano o cadano: chi paga le spese?
Certo la ruota gira senza posa
In alto non si resta eternamente
Ma in basso all’acqua resta una cosa
Sola: girare la ruota per sempre.
Non mancavano i signori,
Avevamo tigri e iene,
E poi aquile e porcelli,
Ma nutrimmo questi e quelli.
Sia i migliori che i peggiori:
Ma lo stivale era sempre uno stivale
E ci pestava. Voi capite, intendo dire
Che a nessuno, non ad altri, vogliamo servire.
Certo la ruota gira senza posa
In alto non si resta eternamente
Ma in basso all’acqua resta una cosa
Sola: girare la ruota per sempre.
E la testa si battono a sangue
Azzuffandosi intorno alle prede,
Gli altri chiamano morti di fame
E se stessi gente per bene.
Noi li vediamo sempre odiarsi a morte
E lottare. Nel solo, unico caso
Che più non vogliamo nutrirli,
Son di nuovo una sola coorte.
La ruota allora più non si volge
Ed il piacevole gioco ha una pausa
Se l’acqua infine con le sue forze
Libere, lotta per la sua causa.
(postato da U. Billo)