
CASA DI COMUNITA’ DI SESTO SAN GIOVANNI, ROSATI (AVS): UN’APERTURA CHE DA DI FARSA.
SOLO UN SPORTELLO AMMINISTRATIVO INVECE DI SERVIZI SANITARI, DI PRESA IN CARICO E ASSISTENZA DI PROSSIMITA'”.
Milano, 16 marzo 2026
Sesto San Giovanni. Casa di Comunità.
Rosati (AVS): «Un’apertura che sa di farsa. Uno sportello amministrativo invece di luogo di primo accesso alle cure sul territorio».

Foggetta (AVS Sesto San Giovanni): «Ora tocca a Asst, Regione e Comune fare presto e attivare i servizi previsti».
Aperta senza particolari clamori la Casa di Comunità di via Oslavia 1 a Sesto San Giovanni. Secondo i programmi della ASST Nord Milano la nuova struttura dovrà ospitare studi di medicina generale, pediatri, specialisti, infermieri e assistenti sociali per i malati cronici. Sono inoltre previsti un’infrastruttura informatica, un punto prelievi e la strumentazione polispecialistica per la presa in carico dei pazienti. Al piano terra sono previsti due ambulatori multifunzione per le attività notturne, mentre al primo piano sei nuovi ambulatori specialistici (diabetologia, oculistica, cardiologia, geriatria, ortopedia e internista pneumatologo). Oltre all’area fragilità, ci sarà anche una centrale operativa territoriale con cinque postazioni, tre infermieri e un coordinatore di supporto.
«Peccato, che oggi, giorno di apertura, dentro la Casa di comunità non ci sia ancora dentro nulla di quanto previsto dai programmi – dichiara Onorio Rosati, consigliere di Alleanza Verdi Sinistra in Regione -. Al momento c’è solo uno sportello amministrativo. Quella che avrebbe potuto essere una notizia positiva, si trasforma purtroppo in farsa. Le Case di Comunità dovrebbero offrire servizi sanitari, presa in carico e assistenza di prossimità. Ridurle a uno sportello significa tradirne lo spirito».
«La sanità, i luoghi di cura, dovrebbero essere vicino alle persone – sottolinea Michele Foggetta, capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra in consiglio comunale -. A Sesto San Giovanni invece Comune e Regione riescono nell’incredibile risultato di spostare i servizi esistenti, come il centro prelievi, da un punto centrale e facilmente raggiungibile verso un luogo impervio e periferico. Un vero disastro. Ora da ASST e Regione Lombardia ci aspettiamo tempi brevi per l’attivazione dei servizi previsti, mentre dal sindaco Di Stefano ci aspettiamo che intervenga per dare ai sestesi i servizi che attendono da tempo».